Mondo G

Archive for dicembre 2009

Ma Giusto aveva ragione: la fulgida Giuliana ormai raggelata da una gelosia ingegnosa e ingiusta che la rendeva fragile come un gingillo e rigida come un gendarme, era diventata, in gergo gentilizio, una uggiosa piaga, una sorta di sogliola spiaggiata ormai gelatinosa. Diventò urgente tagliare l’ormeggio. In fondo Giusto era intelligente, coraggioso, ancora giovane e gioioso, perché non credere a un nuovo sortilegio e al risveglio dei sensi che rimuginava dentro come una gemma di giubilo e di genio? E raggiante, con una gerla di gerani gialli, si presentò a Giulietta, dopo averla seguita per giorni e giorni, nel retrobottega del Girarrosto di Geppetto, dove giuliva si giostrava tra il generatore e le giare giapponesi, atteggiandosi a meraviglia a giovane parigina, volteggiando nel giro di una giga.

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Dal baule ligneo del caro zio, agiografo di professione Igino di nome, amante del bridge e della porcellana di limoges, emerge il ricordo dell'antica battaglia sull’Amba Alagi.

Giuliana gela. Sveste il negligè e si mette un giubbetto di gabardine. Troppo leggero per proteggerla dal rigido pomeriggio. Giunge in giardino per giudicare quali ingiurie abbia cagionato la gelata notturna. Giusto gigioneggia e in questi ultimi giorni la respinge, che giullare! Pare che se la sia svignata per qualche giorno con quel gagà del suo amico Eugenio per mangiare taleggio in riva all’Adige. Che canaglie!

Giuliana ha le mani gelate, i piedi gelati…

Quel giorno interagendo con alcune pagine web, Giuliana si imbatté improvvisamente nelle gesta sportive di Agenore Bagigio, un vecchio pugile di origini agrigentine degli anni cinquanta.Giovane migrante lasciò la natia Agrigento per la Svizzera, passando per la dogana di Brogeda, ma il freddo cantone dei Grigioni non gli era congeniale, così si stabilì nelle generose terre toscane, nei paraggi di San Giovanni Valdarno. Nel suo albero genealogico erano annotate la genia paterna (Agesilao Bagigio) che congiungendosi con quella materna (Luigia Giarre), generarono il piccolo Agenore. Agenore passò alla storia per il suo leggendario “Jeb Fulgido” , che non lasciava scapo ai pugili che con frequenza quasi giornaliera lo affrontavano cercando di sconfiggerlo in quella piccola palestra di San Giovanni Valdarno. Giunse all’apice della sua carriera in un caldo giorno di Giugno sfidando per il titolo regionale il gigantesco Germano Chiarugi di Ginestra Fiorentina, il beneamato pugilatore Agenore assestò colpi su colpi fino a ridurre il povero Germano sulle ginocchia, completando infine il proprio trionfo con un dei suoi jeb fulgidi.Il titolo regionale fu suo.Ai giorni nostri, il buon vecchio Agenore, splendido ultra-ottuagenario, gira ancora giocherellando con  i suoi vecchi guantoni fra le stanze del reparto di geriatria di Villa Gisella.

Giuliana oggi pomeriggio ha deciso di indugiare fra i fogli del giornale giovanile. Con meraviglia scopre che al Teatro Regio va in scena l’Amadigi di Gaula. Ah, quanti ricordi risvegliati da quella fugace segnalazione… a quante opere aveva assistito in compagnia del signor Nigi: l’Argia, l’Egisto, il Giasone, la Gioconda…

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Giuliana ha scoperto una cosa interessante durante un’indagine

sui personaggi preferiti dai giovani:

Nome d'arte: Lady Gaga all'anagrafe: Angelina Germanotta

Che segugio.

Dopo la mangiata e le abbondanti libagioni della sera prima a suon di Champagne spumeggiante, Giuliana si ritrovò scarmigliata, verso il mezzogiorno, sul pagliericcio ricavato da un pagliaio magicamente apparso sotto il ponteggio di un masseria. Guardava la meraviglia del meriggio che già occhieggiava al di là dei gelsi e, come un gemito sommesso, gridò gentilmente: “O Gesù mio, c’è un geco, laggiù, tra le giumente!”. In effetti,  nascosto nel foraggio, proprio appoggiato dentro il maneggio, si risvegliava dal giaciglio un piccolo drago dalla pelle gialla. Se quel geco fosse solo immaginazione, frutto del sortilegio di una pastiglia mangiata per disagio dopo la mangiata o fosse invece una reale meraviglia di natura, oggigiorno non è dato sapere perché con gestualità improvvisa, Giuliana, con il coraggio di un Gengis Kan in gonnella, senza alcuna gentilezza e senza traccheggiare, gettò il gelido animale dentro la fuliggine bollente.


Affricata postalveolare sonora

La frase di Giuliana

Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
Giacomo Leopardi

G Braille

Mondo G, un certo perché

Giuliana Gambogi vedova Nigi purtroppo non esiste. E' un personaggio creato dalla fantasia collettiva (... alimentata dall'aglianico di Taurasi!) di un gruppo di amici. Ma, soprattutto, Giuliana Gambogi vedova Nigi è una "scusa" per giocare con una delle lettere più divertenti dell'alfabeto: la G!
Per questo, se esiste qualsiasi riferimento con la realtà non è certo voluto.

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